Ecco perchè ho fatto un audio libro.

C’è indifferenza in un mondo in guerra e la maggior parte della gente non se ne accorge.

Prendere la ragione vivendola come un torto, prende i nervi.

Vedi l’indifferenza in una grattata di capo, in una scrollata di spalle, nella scelta di una marca di telefono.

Ci sono persone regalate al divertimento come diritto ed è un diritto, sacrosanto, ma è la materia del divertimento che filosoficamente non mi attrae.

Sembra che io soffra come un dannato quando sono in mezzo alla gente e in mezzo a tutta questa indifferenza e quasi sempre è così ma c’è una cosa che mi consola e cioè che io non sono indifferente, mi diverto con poco, io non sono loro.

Osservo, dai treni, dai finestrini, dalle finestre dei piani bassi, sbircio, ascolto e riporto, traduco, poetizzo.

Niente involuzioni, niente esoterismi, espressioni del fallimento stesso della comunicazione.

La realtà di fatto è quella che ti guarda in faccia e ha una voce precisa, una voce sussurrata in mezzo a tante urla e lo stesso accade alle verità del viso.

Manca, o almeno io ne sento la mancanza, il volto umano dipinto senza finzioni, il vero volto della quotidianità.

Manca un volto in un mare di facce.

Mi sono alzato la mattina in cui dovevo registrare l’audiolibro, faceva caldo anche se pioveva.

Ho camminato in mezzo a tutto questo.

Ho pensato alle urla e alle facce che ogni giorno accompagnano la patetica ricerca della gioventù di cui questa città si nutre.

Mi è uscita una voce sussurrata mentre mi passavano davanti i volti che mi hanno dato coraggio mentre in preda alla paura sfidavano i colori delle giornate, inesorabili quanto inestimabili.

Il piano di Mell ( Morcone ) accompagnava tutto come un fratello che accompagna al primo giorno di scuola il fratellino.

Per un attimo , mentre leggevo ad alta voce, ho visto sul volto di una vecchia proprietaria di un chioschetto di panini in Porta Lodovica, una minima speranza, un fondo di verità più vera

di quella che si vede tra gli scranni politici o ecclesiastici.

L’ho vista anche nel volto di un mio vecchio amico pugile, un vecchio professore che urlava gli aerei.

Non si vede molto spesso, e si vede sempre meno, ma mentre leggevo la vedevo.

Ecco perché ho deciso di fare un audio libro, per vedere e rivedere quei volti, sentire e risentire quella voce sussurrata emancipando cecità e mutismo del momento insignificante.

Non è un libro, non è un disco.

E’ sempre bene non rientrare perfettamente in una forma.

Ascoltatelo e abbiatene cura come di voi stessi, perché siete voi che lo avete scritto.

Ora mi bevo un buon bicchiere di vino , mi accendo una sigaretta, leggo un po’ di George Grosz

e poi andrò a dormire.

Buon ascolto.

 

vostro poeta affezionato Vincenzo.

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di Vincenzo Costantino

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