LETTERA A Mr MALL ( tratto da “In Clandestinità”)

Lettera a Mr. Mall 5 Dicembre -1995

Caro Nick,
il sole si sta rintanando e ho appena terminato di leggere la tua missiva.
L’ultima cosa che ricordo di quella sera “curdena” è l’immagine di due persone amiche, abbracciate, che si ringhiano addosso.
Quella sera era il mio turno.
Altre notti ci hanno visto nella stessa situazione a ruoli invertiti e sono stati i momenti in cui ci siamo avvicinati di più.
Sotto qualsiasi luce è sempre delizioso ascoltarsi.
Purtroppo, per quanto possa essere apparso, l’anima mia non è libera, è vincolata ai miei passi, ai miei umori, mentre dovrebbe essere il contrario.
Adoro il puzzo di chiuso e croissant, adoro la fogna: è l’unica realtà che prevede un ritorno.
Andare oltre frontiera, possibilmente non in maniera tossica, è indispensabile per anime come le nostre.
Ma è altrettanto necessario tornare al mondo nutriti, approvvigionati, anche di cattivi odori, di ultimi avventori, di sana ignoranza e viva prostituzione altrimenti il cammino, il mio, il tuo, smette di avere un senso e si trasforma in boheme televisiva.
Se si resta oltre frontiera, la contemplazione non serve a un emerito cazzo! Se il “vecchio cane ciondola per strada ferito” pur non essendo un cane, se siamo sull’elenco, se “i muri stanno in alto e in basso” è perché in verità, la gente senza amore, la solitudine, la strada e la disperazione sono anche cose nostre.
Caro amico,
la merda può essere vissuta con poesia e solo la poesia può rappresentarla, altrimenti non avrebbe voce.

Il nostro incontro è stato casuale ma fatale – Mr. Pall incontra Mr. Mall -, e non per questo dovremmo accontentarci. O fermarci.
Che le città diventino cento, che le serate ringhiose si moltiplichino, che la follia sia la nostra luce.
In questo momento sei una delle persone alle quali tengo di più e, per quel che ti conosco, la tua inquietudine non nasce dalla paura di sentirti in trappola bensì dal bisogno viscerale di un po’ di strada, di puttane letterarie e non da letteratura, di gente senza amore, di essere ancora, solo per poco tempo, stanco e perduto, di essere Vinicio lo scrittore e non il cantante.

Con affetto e stima
Vincent “Cinaski” Costantino

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di Vincenzo Costantino

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